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Annetta é piccola, magra, scattante, piena di energia e vigore, occhi neri dallo sguardo acuto.nonna annetta

E’ arrivata qui a Vignoletto giovane sposa, con un bambino piccolissimo e probabilmente già incinta della figlia.

Non é il suo paese: è nata a Lesegno, vicino a Ceva, in Piemonte, al di là delle Alpi Marittime, e cresciuta in Francia, a Beausoleil, dove i suoi genitori hanno portato lei, le sue tre sorelle e suo fratello in cerca di una vita migliore, come tantissimi altri emigrati italiani.

Gestiscono un’osteria per i connazionali, dove Annetta, che non ha avuto modo di andare a scuola, impara a leggere e scrivere cominciando dalle parole crociate dei giornali lasciati dagli avventori.

E’ qui che ha conosciuto Francesco, giovane muratore di bell’aspetto, che arriva da Nasino e che, allo scoppio della prima guerra mondiale, sarà costretto a ritornare in Italia per arruolarsi, portando con sé la sua piccola famiglia appena formata.

Annetta non é contenta: la suocera e la cognata Margherita, anche lei tornata dalla Francia, non la accolgono con generosità.

Mentre Francesco è al fronte, lei è sola con un bambino di appena un anno, Alberto, ed una neonata, Miranda.

Non ha potuto neanche scegliere il nome dei suoi primi figli: Margherita ha letto un bel romanzo ed ha imposto ai suoi primi nipoti i nomi dei protagonisti; ma Alberto diventerà per tutti Bertu e Miranda sarà sempre chiamata Ernesta.

Annetta ricorda dei primi tempi difficili un proverbio che le viene crudelmente ripetuto spesso: “L’aiga lava e u sanghe u tira “, e cioè solo i familiari di sangue sono bene accetti ed aiutati, perché l’acqua lava soltanto.aratro

Quando Francesco torna dalla guerra, ha una scheggia nel ginocchio, è zoppo e amareggiato; quando gli manca il tabacco da masticare diventa brusco e irascibile.

Sono tempi duri: Vignoletto non ha terreni particolarmente fertili; nelle strette fascette si coltivano fagioli, patate, un po’ di grano; più in alto si raccolgono le castagne; ci si alza alle quattro del mattino per salire a piedi ai pascoli della Colla, dove si raccoglie il fieno per le mucche e i conigli; si migliora l’alimentazione frugale con un po’ di formaggio, grazie a qualche pecora e capretta.

Si fa molta e costante fatica per mantenere la famiglia che presto si allargherà: nascono Francesco (detto Angiulin), Guido, poi Antonio (chiamato Mario) e infine Giovanna (detta Teresa).

L’abitudine di avere nomi diversi all’anagrafe e nella vita quotidiana é del resto cominciata con Annetta stessa, che in realtá si chiama Giuseppina!

Francesco riesce fortunatamente a costruire una casa per la famiglia che cresce.insegna Nonna Annetta

Nella vita faticosa di Annetta ci saranno anche episodi tragici: agli ultimi mesi di gravidanza verrà portata giù dalla Colla su una scala, ma per due volte i bambini non sopravviveranno.

I figli e la figlia andranno presto, appena ragazzi, a lavorare altrove per aiutare la famiglia; resteranno per il momento a Vignoletto soltanto i due più giovani e quando la seconda guerra mondiale porterà anche qui la crudeltà dei fascisti e dei nazisti la casa natale darà rifugio ai figli scampati alla guerra.

Angiulin, tornato a piedi dalla Russia, si salverà dai rastrellamenti appollaiato sopra la trave del tetto della cucina; il marito di Ernesta, Cicin, e Bertu riusciranno a non farsi catturare nascondendosi “‘nta cà scüra”, nella legnaia senza finestre.

Solo il povero Guido rimarrà prigioniero degli Inglesi in Palestina fino al 1946.

Annetta non piange mai: quando si arrabbia ritorna al suo dialetto piemontese. Una volta all’anno, a piedi, scavalca le montagne: Alto, Caprauna, la strada in cresta che porta a Cantarana e a Barchi ; sulla statale 28 , a Eca-Nasagò, prende il treno e va a Lesegno dove riceve ciò che le spetta dai campi della sua famiglia di origine e con un sacco di farina sul capo ed un sacchetto di ceci ritorna a casa, con lo stesso faticoso tragitto.

Nel dopoguerra pacificato, i figli tornano in visita, le figlie di Ernesta si rincorrono davanti alla casa, scendono al torrente Pennavaire, il piú pulito della Liguria, giocano con i nipoti francesi della sorella Maria, Mémé, a suo tempo rimasta a Beausoleil con il marito toscano e i due figli.

Uno dei due, François, ha sposato una bella e simpatica ragazza di Aosta, Marie, che è però diventata una vera e propria francesina, e scandalizza Nasino con i suoi pantaloni a quadretti bianchi e neri, gli occhi truccati e con il fatto straordinario di guidare una Lambretta.

damigiana

Sono giorni finalmente lieti: Teresa sposa un bravo falegname, Antonio, ( ovviamente chiamato Alfredo!), Mario è per il momento a casa con i genitori, gli altri fratelli sono lontani, ma felicemente sposati; in estate si va nei prati, si raccolgono le ciliegie, si pranza tutti insieme nella piccola sala, ma Annetta no: Annetta ha cucinato per tutti, ma mangia da sola, in piedi, in cucina.

Presto una malattia crudele la porterà via, con molta sofferenza.

Avevo 7 anni quando mia nonna Annetta è mancata, lei è stata la prima persona morta che ho visto, e il ricordo è vivissimo; non la conoscevo bene, io ero piccola e lei silenziosa e riservata, so soltanto che mia mamma Ernesta la amava moltissimo; non ricordo di averla mai vista ridere, ma da lei emanava una forza calma e potente.

 

La nipote Daniela Cipresso